Pasqua 2026
In questo dipinto, di intensa forza espressiva e teologica, il Signore Gesù appare nella pienezza della sua umanità trasfigurata: il corpo segnato dalla passione, ma ormai avvolto nella luce della gloria. Le ferite non sono negate, ma assunte e trasfigurate; la corona di spine, deposta, non è più segno di umiliazione, bensì memoria redenta. Il gesto degli angeli che sollevano il mantello sembra svelare, con delicata solennità, il mistero della vita nuova che scaturisce dal sacrificio.
Questa immagine si offre come icona particolarmente eloquente per il cammino che la nostra Scuola propone e per il servizio ecclesiale che, a vario titolo, ciascuno di noi è chiamato a vivere.
Nel ministero pastorale, nell’accompagnamento spirituale, nell’impegno educativo e formativo, siamo quotidianamente posti dinanzi al mistero della sofferenza umana: ferite interiori, smarrimenti, fatiche relazionali, crisi di senso e di fede. Dinanzi a tali realtà, la Chiesa non è chiamata a distogliere lo sguardo, né a offrire risposte superficiali, ma a farsi presenza discreta e fedele, capace di accogliere, discernere e accompagnare.
Il counseling pastorale, in questa prospettiva, si configura come un ministero di prossimità e di speranza: un servizio che, nella luce del Risorto, aiuta la persona a rileggere la propria storia, affinché anche ciò che appare segnato dal dolore possa essere progressivamente trasfigurato in luogo di grazia.
È questo il movimento pasquale che siamo chiamati a testimoniare: non la cancellazione delle ferite, ma la loro integrazione in un cammino di vita nuova; non un ritorno al passato, ma un’apertura fiduciosa al futuro che Dio prepara.
A voi, cari studenti, rivolgo l’invito a vivere il tempo della formazione come autentico itinerario interiore, oltre che didattico, lasciandovi plasmare da uno sguardo capace di verità e compassione.
A voi, stimati docenti, esprimo viva gratitudine per l’impegno competente e generoso con cui accompagnate le nuove generazioni di operatori pastorali, contribuendo a formare persone capaci di coniugare profondità spirituale e maturità umana.
A voi, Eccellenze, Padri e Madri, e a tutti i responsabili e collaboratori, giunga il mio riconoscente apprezzamento per la vicinanza e il sostegno offerti a questa realtà formativa, segno concreto di una Chiesa che educa, cura e accompagna.
Nel comune desiderio di servire l’uomo alla luce del Vangelo, affidiamo questo cammino al Signore Risorto, perché continui a guidarlo e a renderlo fecondo.
Con tali sentimenti, formulo a ciascuno i più fervidi auguri di una Santa Pasqua, ricca della pace e della gioia che sgorgano dal sepolcro vuoto.
Con affetto e stima,
don Patrizio Carolini
direttore I.S.R.P:C: